Carota

Home » Prodotti » Ortaggi » Carota
Da: Ortaggi, Verdura

caroteLa carota è una pianta erbacea biennale originaria delle regioni temperate dell’Europa; la carota comune cresce spontanea in tutta la penisola con preferenza per le zone più temperate, dotate di sufficiente umidità.

Storia della carota :

Il fascino della carota sta in gran parte nel suo colore, insolito e originale. Un colore che, peraltro, è cambiato nel tempo: l’arancio che oggi appare ‘normale’ fu ottenuto attraverso le selezioni operate nel diciassettesimo secolo dagli orticoltori olandesi, in onore della famiglia reale (gli Orange, appunto). In età antica e medievale la carota era più scura e tendeva al rossoviolaceo (tuttora conservato in alcune varietà locali). Perciò un agronomo del quindicesimo secolo, Corniolo della Cornia, può chiamarla «pastinaca rossa», intendendola quasi come una variante colorata della pastinaca, radice di colore bianco a quel tempo assai coltivata e usata nell’alimentazione. I medici oggi ci spiegano che proprio dal colore si riconoscono le virtù nutritive di una pianta, e ci raccomandano di consumare ogni giorno cibi rossi, o viola, o arancio. Ma il collegamento fra colori e sapori (a loro volta pensati come espressione e veicolo della qualità di un cibo) è già suggerito da Aristotele che, nel De anima, delinea un complesso sistema di corrispondenze fra i colori e i sapori fondamentali: al bianco corrisponde il dolce, al rosso l’aspro.

Aspro era, in effetti, il sapore della carota, secondo gli scrittori antichi. Aspro ma incline al dolce: le carote migliori, secondo il medico Castor Durante da Gualdo, sono quelle grosse e dolci. Una caratteristica che i contadini e gli ortolani dell’Età moderna avrebbero progressivamente accentuato, modificando a poco a poco la natura ‘selvatica’ del prodotto. Col sapore, anche il colore si modificò: se Costanzo Felici, ancora nel Cinquecento, parla solo di carote «con il suo bello colore vermiglio», che consiglia di usare in insalata dopo averle lessate o cotte sotto la brace, agli inizi del secolo successivo Giacomo Castelvetro scriverà, fra i primi, di carote «rosse e gialle».

In ogni caso, per lungo tempo non fu il sapore, ma piuttosto il colore delle carote a essere valorizzato nelle pratiche culinarie. Nei ricettari di epoca medievale esse compaiono quasi solo come ingredienti per realizzare composte colorite: per esempio il «composto lombardo» (archetipo della mostarda cremonese) in cui entrano ortaggi e frutti di vario genere. Ancora Corniolo della Cornia scrive che la carota «arrossa le rape nella composta». Un uso, insomma, che parrebbe decorativo più che gustativo, ma che sbaglieremmo a ritenere accessorio, in una cultura che, sulla scorta di Aristotele e del pensiero medico-dietetico, ritenne a lungo fondamentale coniugare colori e sapori, vista e gusto. Né sembra che oggi si pensi diversamente.

La ricerca del bello non è un esercizio futile ma un bisogno primario degli uomini. Il colore delle piante ci attira anche per quello. L’arancione o il rosso delle carote è bello e buono. Buono perché bello.

Varietà di carota :

Se ne distinguono diversi tipi secondo il colore e la forma della radice. Dal punto di vista orticolo le varietà più importanti sono quelle rosse (che producono radici di colore rosso o arancio); per quanto riguarda la forma, vengono suddivise in corte, mezzane e lunghe. Altro carattere molto importante è l’epoca di maturazione, in base alla quale le varietà si distinguono in precoci, medie o tardive.

Valori nutrizionali :

Le carote sono considerate un tonico per la mente in quanto influirebbero positivamente sul sistema nervoso, essendo ricche di ferro e vitamine; favoriscono l’abbronzatura, la vista grazie all’elevato contenuto di carotenoidi precursori della vitamina A.

Per ogni 100 g di questo prodotto, abbiamo:

  • Acqua 79,7 g
  • Carboidrati 18,3 g
  • Zuccheri 18,3 g
  • Proteine 2,6 g
  • Grassi 0,5 g
  • Colesterolo 0 g
  • Fibra totale 3,1 g
  • Vitamina C 2 mg