Finocchio

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Da: Ortaggi, Verdura

finocchioIl finocchio (Foeniculum Vulgare) appartiene alla famiglia delle Ombrellifere . Il finocchio selvatico è una pianta spontanea, perenne; presenta delle foglie verdi simili al fieno (da qui il nome) che producono in estate piccoli fiori gialli dai quali nascono i frutti prima verdi poi si colorano di grigiastro; le parti che si utilizzate sono : germogli, foglie, fiori e frutti. Il finocchio coltivato invece è una pianta annuale che può raggiungere i 60-80 cm di altezza e la parte edibile è la grossa guaina a grumolo bianco che si sviluppa alla base della pianta.

Storia del finocchio :

Foeniculum vulgaris è il nome originario del finocchio, nativo nell’area mediterranea. Il nome deriva dal latino foeniculum, diminutivo di foenum,”fieno” ciò per indicare una pianta dalle foglie sottili come il fieno. Il finocchio dolce è una pianta spontanea che cresce nella maggior parte delle regioni temperate d’Europa, ma si ritiene che sia indigeno delle sponde del Mediterraneo da cui si è diffuso verso oriente fino all’India. Già in Grecia la pianta era conosciuta e molto apprezzata (sebbene fosse menzionata in alcuni testi egiziani) ma solo con i Romani si è diffusa in tutta Europa.
Infatti la storia del finocchio è molto antica. Tutto ebbe inizio nella pianura di Maratona, località della Grecia che fu teatro della famosa battaglia che vide affrontarsi Ateniesi e Persiani, dove in origine il finocchio cresceva spontaneo. Proprio per questa ragione gli antichi lo chiamavano “marathon”. Plinio racconta che i serpenti si sfregano contro la pianta di finocchio, dopo aver cambiato la pelle, per riacquistare la vista e in relazione a questa storia afferma che il finocchio è ottimo nella cura degli occhi. L’affinità con i serpenti, secondo le credenze popolari antiche, dava al finocchio anche la virtù di essere un forte antidoto contro la morsicatura dei rettili velenosi. Il posto che il finocchio occupa nelle manifestazioni religiose antiche ne riallaccia la simbologia a un’idea di rinascita, o meglio ancora, di rigenerazione spirituale. Ma nell’antica Roma era spesso utilizzato per coprire sapore ed odore di cibi talvolta poco freschi. Sembra che il termine “infinocchiare” sia nato da questo escamotage culinario.

Valori nutritivi :

Per ogni 100 g di questo prodotto, abbiamo:

  • Acqua 93,20 g
  • Carboidrati 1 g
  • Zuccheri 1 g
  • Proteine 1,2 g
  • Grassi tracce
  • Colesterolo 0 g
  • Fibra totale 2,2 g
  • Sodio 4 mg
  • Potassio 394 mg
  • Ferro 0,4 mg
  • Calcio 45 mg
  • Fosforo 39 mg
  • Magnesio 16 mg
  • Zinco 0,87 mg
  • Rame 0,1 mg
  • Selenio  0,9 µg
  • Vitamina B1 0,02 mg
  • Vitamina B2 0,04 mg
  • Vitamina B3 0,5 mg
  • Vitamina A 2 µg
  • Vitamina C 12 mg

Il finocchio contiene ANETOLO un olio essenziale che agisce sulla muscolatura dell’apparato digerente rilassandola e riduce la quantità di gas prodotti in eccesso.

Uso in cucina :

Il finocchio in cucina si utilizza sopratutto crudo in insalata ma ci sono anche ricette più o meno elaborate per gustarlo cotto :

Finocchi al latte gratinati:

Ingredienti:

4 finocchi
50 g di burro
3 dl di latte
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale, pepe

Preparazione:
Pulite i finocchi, lavateli e tagliateli a spicchi sottili. Fate sciogliere in una pirofila su fiamma moderata 25 g di burro e rosolatevi i finocchi per un paio di minuti. Salate, pepate e lasciate insaporire ancora per qualche istante. Aggiungete il latte, portate a ebollizione e lasciate cuocere dolcemente per 20 minuti o finché il liquido si sarà quasi asciugato. Cospargete i finocchi con il parmigiano, completate con il restante burro a fiocchetti e gratinate sotto il grill del forno per una decina di minuti, fino al formarsi di una crosticina dorata. Servite subito ben caldi.

Curiosità:

I finocchi panciuti sono detti femminili; mentre quelli appiattititi vengono detti maschili : questa diversità è data dalla varietà che si coltiva perché in realtà in ogni pianta di finocchio è presente sia la parte femminile che maschile.