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Da: Vino, Voci da Compilare

indexChe il lambrusco sia una bevanda alcolica i giovani modenesi se ne accorgono intorno ai tredici, quattordici anni, quando cominciano a uscire da soli senza genitori e insieme agli amici.

Caratteristiche

Festa-Bottura-3-stelle-25-lambrusco-820x546Infatti, il lambrusco è sorprendentemente un vino. Un vino rosso, frizzante, dal sapore più o meno aspro e dalla gradazione leggermente alcolica che oscilla tra gli undici e i dodici gradi e mezzo. Grazie ai requisiti di leggerezza, freschezza, brillantezza (con tutte quelle / tutte quelle bollicine, come scriverebbe un cantautore nato pochi chilomentri a sud-est della zona di origine), il fatto che il lambrusco lo si possa, se non proprio scambiare, paragonare a una bevanda gassata nasconde un fondamento di verità. Non deve destare per questo meraviglia, l’idea che ebbero i manager di una casa vinicola di Nonantola negli anni Settanta, ossia produrne lattine da 33 cl come fosse Cocacola.

varietà

Beatles o Rolling Stones? ”Sorbara” o ”Grasparossa”? Questa, l’annosa diatriba su quale preferire tralambrusco-main i due tipi di lambrusco. Più secco il primo, più corposo e tondo il secondo; due nomi diversi che indicano al contempo diverse provenienze: Sorbara, quindi zona di coltivazione situata nella “bassa”, i comuni dell’area a nord di Modena tra i quali appunto il paese di Sorbara; mentre Grasparossa, per definire i territori collinari a sud del capoluogo, in particolare i vigneti della zona di Castelvetro e dintorni. Gli esperti, gli addetti ai lavori e i puristi, quasi all’unanimità si sbilanciano e indicano come loro preferenza “il Sorbara”, per il perfetto sposalizio tra quel sapore e i piatti della tradizione modenese, come i tortellini in brodo o il bollito misto. Tuttavia, le nuove generazioni, le ragazze, e chi non nutre interesse a fingersi esperto di vini, trova nella morbidezza del Grasparossa un universo senz’altro più accomodante e di facile approccio

Etimologia

L’etimologia del nome è incerta, esistono principalmente due ipotesi al proposito.
La prima vuole che il nome derivi da labrum (margine dei campi) e ruscum (pianta spontanea): la vite “la-brusca” sarebbe quella che cresce incolta ai margini dei campi.
La seconda attribuisce l’origine alla fusione dei termini labo (prendo) e ruscus (che punge il palato), da qui anche l’origine della parola “brusco”. Questa parola infatti, è identificativo di quella caratteristica tipica dei vini giovani, collegata ad una contenuta acidità e tannicità vivaci e gradevoli.

Abbinamenti

images Il Lambrusco è un vino che si sposa con i prodotti della cucina emiliana, talvolta caratterizzata da prodotti ricchi di grassi e aromi. Si abbina bene anche con cibi robusti come la carne suina, le salsicce e l’agnello; è ottimo da gustare con i formaggi tipici della zona: il parmigiano-reggiano ed il grana padano.
Viene utilizzato in cucina anche nella preparazione di piatti, specialmente tipici emiliani, come lo zampone e il cotechino, o primi piatti come il risotto al Lambrusco e la pasta al Lambrusco. Questo tipo di vino viene inoltre utilizzato nella preparazione di cocktail, quindi miscelato ad altri alcolici e frutta e servito come aperitivo. È anche utilizzato nella vinoterapia per le sue proprietà di conservazione della pelle.
Ultimamente il Lambrusco viene utilizzato anche nella produzione di cocktail particolari come la “spuma di Lambaroni” vincitore del premio Barman Day del 2010 svoltosi al salone del lingotto a Torino nella rassegna della manifestazione dello “slow food”.