Lattuga

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Da: Ortaggi, Verdura

lattugaLa lattuga appartiene alla famiglia delle Composite;  nel gergo comune viene chiamata “insalata” ma in realtà è un termine sbagliato perché “insalata” sta ad indicare il piatto che si prepara utilizzando la lattuga.

Il nome lattuga fu dato ad alcune piante che secernono un succo lattiginoso (lattice) dagli antichi abitanti d’Italia.

Storia della lattuga

Fin dall’antichità erano conosciuti molti tipi di lattuga e a tutti venivano riconosciute proprietà calmanti, rinfrescanti e stimolanti dell’appetito. Le diverse specie del genere “Lactuca” sono tante. Qui evidenziamo la “Lactuca sativa” (lattuga coltivata) che normalmente mangiamo e di cui esistono numerose varietà, e la “Lactuca virosa” (lattuga velenosa) un tempo chiamata selvaggia o agreste. Quest’ultima è una vera pianta medicinale contenente principi attivi in abbondanza, ma è senza dubbio eccessivo l’appellativo di velenosa, datole esclusivamente per il suo sapore decisamente amaro.
La lattuga è una delle verdure di più antica coltivazione nel bacino del Mediterraneo. La “Lactuca sativa”, derivante dalla “Lactuca scariola” selvatica, era coltivata dagli Egiziani nei giardini attigui alle case, e ritenuta una pianta afrodisiaca sacra al dio Min (equivalente del Priopo greco). Attribuendogli la qualità di rendere focosi gli uomini e feconde le donne, gli egiziani ne facevano largo uso, probabilmente mangiandola cruda condita con olio e sale.

Di tutt’altra opinione erano i Greci e i Romani d’età repubblicana che giudicavano la lattuga un cibo addormenta passioni.

Nella mitologia questa pianta è protagonista di due diverse storie. Nella prima Adone sarebbe stato ucciso mentre era in un campo di lattuga, nella seconda Venere avrebbe deposto il corpo dell’amato su un letto di lattuga. I miti celavano l’effetto anafrodisiaco della pianta e la sua connotazione di cibo dei morti, simbologia confermata successivamente anche da Ateneo (un uomo colto di origini greche).
In epoca imperiale avvenne però che Augusto, di salute cagionevole e gravemente ammalato, senza la possibilità di terapie curative, venne salvato da un medico che lo curò con la lattuga. Da allora in poi questo cibo non mancò mai sulla mensa dell’imperatore, diventando di moda tra i Romani.
All’inizio l’usanza era di servirlo in chiusura di pasto, come conciliatore del sonno, poi divenne antipasto, perché gli fu riconosciuta la proprietà di aprire lo stomaco e stimolare l’appetito.
Nel suo ricettario Apicio suggerisce vari modi di condire la lattuga: aceto, miele o garum, ma essendo un alimento stagionale di facile deperibilità, era conservato sotto ossimele (miscela di aceto e miele).
Da Augusto in poi la lattuga non raccolse che elogi: Celso la paragonava all’oppio e Discoride asseriva che il suo se bevuto cacciava via le immagini libidinose.
Dal Mediterraneo la pianta si diffuse in tutta l’area d’influenza latina, anche se fuori d’Italia veniva consumata soprattutto cotta. Solo nel ‘700 la lattuga cominciò ad essere mangiata cruda anche in Francia e in Inghilterra.

Brillat-Savarin (un magistrato) ricorda che un gentiluomo francese, il cavalier di Albignac, aveva un successo folle, guadagnandosi lautamente il pane, andando in giro per le case patrizie con un suo “necessaire” di mogano, contenete gli ingredienti (olio e aceti aromatizzatti, tartufi, acciughe) per condire a domicilio la lattuga.

Essendo costituita da circa il 95% di acqua ha una grande capacità di reidratare il corpo umano. Dalla base della lattuga appena raccolta si libera un lattice biancastro (detto lattucario e da cui deriva il nome della lattuga) che ha, come l’oppio, modeste proprietà sedative.

La lattuga selvatica è stata studiata nel 1911 dal Consiglio della società farmaceutica della Gran Bretagna che ha rinvenuto, oltre a Lattucopicrina e la Lattucina, altre molecole con blando potere sedativo contenute tutte nel lattucario. È quindi un alimento particolarmente adatto ad essere consumato nei pasti serali da tutte quelle persone (bambini soprattutto) nervose, agitate o magari con difficoltà ad addormentarsi. A tal fine, oltre a consumarla cruda, è possibile prepararsi un decotto.

Valori nutritivi :

Per 100 g di prodotto crudo abbiamo:

  • Lipidi 0,2 g
  • Colesterolo 0 mg
  • Sodio 28 mg
  • Potassio 194 mg
  • Glucidi 2,9 g
  • Fibra alimentare 1,5 g
  • Zucchero 0,8 g
  • Proteine 1,4 g
  • Vitamina A 7.405 IU
  • Vitamina C 9,2 mg
  • Calcio 36 mg
  • Ferro 0,9 mg
  • Magnesio 13 mg

Varietà

Insieme alla cicoria, la lattuga, costituisce la maggior parte delle insalate in commercio. Le più diffuse sono:

  • CLASSICA : la lattuga comune; il cespo è tondeggiante;
  • BRASILIANA : con foglie “grasse” e croccanti; il cespo è tondeggiante;
  • BATAVIA : le foglie sono bordate di rosso oppure possono essere colorate interamente; il cespo è tondeggiante;
  • ROMANA : il ceppo è di forma allungata;
  • A CESPO : il cespo non è chiuso