Melanzane

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Da: Ortaggi, Verdura

melanzanaLe melanzane (Solanum Melongena) appartiengono alla famiglia delle Solanacee, sono piante annuali originarie delle zone calde di Cina e India, con fusto eretto, leggermente spinoso e ramificato, che può raggiungere gli 80 cm di altezza, con foglie grandi e piccoli fiori spinosi di colore viola o bianchi. La melanzana è una pianta tipica dell’area mediterranea, e i suoi frutti, piuttosto carnosi e dalla forma tonda, oblunga od ovoidale, sono di colore bruno violaceo, rosato o bianco, con superficie liscia o a coste.

 

 

 

Storia delle melanzane :

Nella cucina sassarese la melanzana è particolarmente apprezzata e per giungere in città e appagare gli appetiti di tutti, ha dovuto  seguire le vie più impervie e incerte. La bacca è originaria dell’India e furono i mussulmani a scoprirla in Persia, per poi diffonderla in tutti i paesi del bacino del Mediterraneo. La melanzana, per la sua somiglianza con la Solanum ovigerum, altra solanacea il cui frutto è velenoso, e per il suo colore scuro, suscitò diffidenza tra i medici e i dietisti islamici, i quali le attribuirono numerosi effetti nocivi e c’è mancato poco che la distruggessero prima di raggiungere i famosi orti della città di Sassari. Prima che la si apprezzasse in cucina tanti erano gli studiosi che la osservavano con diffidenza. L’etimologia della parola melanzana deriva dal latino “mala insana”, frutto pericoloso per la salute. La parola nacque sul finire del Medioevo ad opera del cuoco Bartolomeo Scappi. Uno studioso arabo collegava la melanzana a molte malattie: dalla lebbra al cancro, fino alla cefalgia e alle emorroidi. Un altro studioso riteneva, che fosse colpevole per le pustole che ricoprivano la bocca.  C’è chi diceva che se si mangiava la melanzana per nove giorni di seguito poteva portare alla pazzia. Alla melanzana venivano riconosciuti  anche aspetti positivi: se adeguatamente preparata risvegliava l’appetito, ristorava lo stomaco, eliminava le ostruzioni del fegato e della milza, riduceva le emorroidi, combatteva la tosse, curava il mal d’orecchi, eliminava le verruche e se consumata con accortezza, era un valido sostegno alle prove d’amore.

Per il suo basso costo ha sempre assunto un ruolo importante nell’alimentazione dei poveri. Eliminato il gusto amaro, con acqua calda e sale, il suo sapore poco pronunciato permetteva di integrarla in molteplici combinazioni.

Uno dei piatti più noti delle cucine islamiche, sia orientali che occidentali, è  la buraniyya. Consiste nella preparazione di polpette di carne cotte in umido, con diversi condimenti e melanzane, fritte in olio di sesamo. A volte le melanzane si imbottiscono con carne di gallina tritata. Si insaporiscono con aceto, olio profumato, coriandolo, zafferano, pepe, cumino, cannella, menta, timo, e aglio. Si accosta piacevolmente  alle uova, al formaggio, alle noci,alle mandorle, a molti ortaggi e verdure.

Valori nutrizionali

La melanzana è un alimento dal valore nutritivo piuttosto scarso, con poche calorie e basso contenuto di grassi, proteine e glucidi, entra spesso nella composizione delle diete dimagranti, e favorisce l’abbassamento del colesterolo nel sangue: essa e’ ricca di acqua, potassio, vitamina A e C, fosforo, calcio, tannino e contiene pochi zuccheri. La sua buccia contiene sostanze benefiche per fegato, pancreas e intestino.

Uso in cucina :

La melanzana si prepara così : liberatele dal picciolo, lavatele, asciugatele e non è indispensabile sbucciarle. Per eliminare il sapore amarognolo, tagliatele a fette e lasciatele per almeno 15 minuti sotto sale, poi sciacquatele e asciugatele. Potete lessarle, friggere, arrostire e stufare.

N.B. Oggi che sono state riconosciute le sue proprietà, anziché goderne, continuiamo a maltrattarla, vendendola  12 mesi l’anno, specialmente nei mesi invernali. Si soffre quando la si vede esposta sugli scaffali del supermercato, tutta rugosa,  appassita, dai colori sbiaditi, invece che di bell’aspetto, soda e lucida come nei mesi estivi.