Polpette

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Da: Carne

Le polpette sono un piatto che spesso è a base di carne tritata, spezie, aromi e ingredienti leganti (ad esempio l’uovo e il pangrattato, farina), servita a tavola di norma come seconda portata. Esistono comunque anche polpette vegetali di melanzane, di ceci, o di agglomerati vegetali come il Seitan, oppure di pesce. Una volta preparato l’impasto, si prendono via via tante piccole porzioni le quali vengono schiacciate e lavorate a mano, fino al raggiungimento della caratteristica forma rotondeggiante. Le si può cuocere in umido, in forno o fritte.

Ricette di polpette :

Polpette di melanzane

Ingredienti

2 melanzane
100 gr di formaggio grattugiato parmigiano 1 uovo
100 gr di mollica di pane raffermo
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1 spicchio d’aglio
sale
pan grattato
olio per friggere

Procedimento

1) Pulite le melanzane e tagliatele a cubetti.
2) Scottate le melanzane per 5 minuti in una padella con un goccio d’olio e un po’ di sale grosso e l’aglio in camicia e tostarle
3) Frullare  le melanzane  (anche grossolanamente)
4) Grattugiate la mollica di pane raffermo (in alternativa utilizzate pancarrè o, direttamente, pane grattugiato).
5) Aggiungete l’uovo, il formaggio grattugiato, la mollica di pane raffermo grattugiata il prezzemolo e mescolate bene il tutto.
6) Con l’impasto ottenuto fate delle polpette e passatele nel pan grattato.
7) Friggete le polpette nell’olio bollente fino a quando non saranno ben dorate.
Si possono cuocere anche al forno, o al micronde terminando con un po’ di grill per la doratura.

Facoltativo : nell’impasto  : pepe, o peperoncino, o spezie varie. Io nell’impasto aggiungo sempre anche dei semi di sesamo…

Polpette di carne

Ingredienti

Per 4 persone:

300 g di macinato di suino
300 g di macinato di bovino (di prima scelta, non vitello)
250 g di mortadella (in unica fetta, preferire la più saporita)
1 uovo
1 bicchiere di Parmigiano grattugiato
pangrattato q.b.
noce moscata q.b.
sale q.b.
vino bianco per cottura q.b.

Procedimento

Con la presente sono a proporVi un piatto banale ma che gradisco in modo particolare: le polpette di carne.

C’è un po’ di storia & memoria (credevate di scamparla… eh?) anche in un piatto semplice come le polpette. Le polpette dai tempi della civiltà di Ur hanno diviso le genti…

Da una parte i sostenitori (i puristi… vedono la polpetta come un provvidenziale svuotafrigo) che gradiscono le surprises, a loro piace l’idea del mistero della polpetta… cosa ci sarà dentro? Formaggio, salsiccia, verdura, od ornitorinco?

Dall’altra i detrattori che non sopportano l’idea dell’ignoto… loro vogliono mangiare quelle boccine sapendo di contare su ingredienti e sapori certi.

In genere mi schiero con i puristi, ma in questo caso devo fare una parziale eccezione.

L’eccezione è relativa al ricordo della cara bisnonna Fernanda (o, meglio, Schicina) che, da brava ‘zdora di un tempo, era di quelle che “nonsibuttamaivianiente”; pensiero sicuramente nobile e condivisibile, tuttavia quando preparava le polpette c’era letteralmente da fuggire in quanto all’interno si potevano trovare ingredienti assai improbabili.

A parte questo ricordo, le polpette dalla mia nascita ad oggi costituiscono un must del riuso & riciclo, si possono così fare delle preparazioni veramente gustose abbinando pochi o diversi ingredienti (detto in altre parole, il famoso svuotafrigo).

Per chi non ha avanzi, per i detrattori del mistero della polpetta, per chi vuole taffiare qualcosa di gustoso può provare la ricetta sottoillustrata.
Tengo a precisare che il leader maximo nell’esecuzione di queste polpette è mio padre Gianni, da sempre sventola il vessillo della polpetta in umido piuttosto che fritta… vediamo che ci propone.

Macinate la fetta di mortadella abbastanza finemente (meglio se lo fate a casa al momento per salvaguardare al massimo il profumo) quindi ponetela in una terrina ove avete già adagiato le macinature di Ninetto e di Bestia. Salate abbondantemente le 3 carni, aggiungete l’uovo, il Parmigiano (mi raccomando, importantissima la qualità) ed una generosa grattata di noce moscata (dai con quella manina… si deve sapere di noce moscata!).

Impastate quindi il tutto a 2 mani (se suonate il pianoforte sarete sicuramente avvantaggiati nell’operazione) fino ad ottenere un composto omogeneo al tatto ed alla vista, risalate il tutto (non è operazione superflua) e fate delle boccine (circa 15… vorrà dire che 3 persone ne mangeranno 4 ed una solo 3, giusto per avere un pretesto per litigare).

Schiacciate leggermente le boccine con il palmo della mano, ricopritele con abbondante pangrattato (sopra, sotto e di fianco… non lesinate perché dopo questo pangrattato sarà alla base del sughetto) quindi mettetele a cuocere in padella con vino bianco. La cottura deve avvenire con coperchio, per circa 15 min. (7-8 per parte), da controllare con punta di forchetta, ed attenzione al vino: non troppo scarso se no la cottura non viene bene e non troppo abbondante (soprattutto verso fine cottura) altrimenti invece del sughetto vi ritrovate una ignobile sbobba da caserma.

Una volta impiattate guarnite con il sughetto che rimane in padella… il nettare degli Dei. Assolutamente d’obbligo la scarpetta con un mezzo baffo di pane comune (senza addittivi chimici, a m’arcmànd!) a cranio.

Non ho dubbio alcuno per il vino in abbinamento: gradisco particolarmente un bel Grasparossa robusto ed intenso, da servire freddissimo.

Post Scriptum: sicuramente questa ricetta non brilla per originalità, tuttavia se volete fare qualcosa di semplice e gustoso (anche gradito dai più piccoli) è una buona opportunità.
Anche se non avete Doraemon per casa vi garantisco che ne rimarranno ben poche.