Porro

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Da: Ortaggi, Verdura

porriIl porro  appartiene tradizionalmente alla famiglia delle Liliaceae (la moderna classificazione invece lo colloca tra le Amaryllidaceae). Le foglie sono opposte di colore verde scuro o verde giallastro, sono portate raggruppate a formare una sorta di pseudo-fusto; i fiori di colore bianco verdastro sono formati da tre pezzi e portati in infiorescenza ad ombrella al termine di uno scapo fiorale che si sviluppa nel secondo anno di vita della pianta. La parte edule del porro è rappresentata dalla parte basale delle foglie (la parte bianca), mentre viene comunemente scartata la parte apicale verde delle stesse (anche se comunque sarebbe buona da mangiare ad esempio per insaporire minestre di verdure).

Storia del porro :

ll porro (Allium Porrum) è una pianta erbacea della stessa famiglia botanica di aglio e cipolla. La sua origine è incerta, alcuni ritengono provenga dal Medio Oriente altri dai territori celtici.
Questo ortaggio, coltivato anche dagli Egiziani, vanta un passato di tutto rispetto sia nella cucina che nella farmacopea greca e romana.
Ippocrate ne consigliava il consumo per aumentare la diuresi e la produzione di latte nelle nutrici. Discoride sosteneva facesse sognare cose spaventose e che stimolasse Venere.
Plinio tesseva le lodi del porro affermando che “preso in una crema d’orzo, oppure mangiato crudo senza pane, un giorno si ed uno no, giova anche alla voce, al piacere sessuale ed al sonno”. Lo storico latino completava la sua analisi raccontando aneddoti singolari come quello dell’imperatore Nerone che, ogni mese in giorni stabiliti, mangiava solo porri conditi con olio per conservare una bella voce.
Le proprietà afrodisiache dei porri vennero cantate anche dal poeta Marziale: “Se l’invidiosa età allenta il nodo nuziale, il tuo cibo sian porri…”.
Nel Medioevo, la Scuola Medica Salernitana confermava la virtù dei porri di rendere feconde le fanciulle, e gli erboristi li consigliavano ad uso interno per curare i polmoni e le vie respiratorie, ad uso esterno per fermare le emorragie e contro le punture d’insetti.
Nel XVI sec. Giordano Bruno vide nel porro un simbolo fallico, attribuendogli la qualità di trasformarsi nel seme maschile.
Il medico Castor Durante, nel “Tesoro della sanità” edito a Roma nel 1586 offre un quadro abbastanza completo delle virtù attribuite all’ortaggio sino a quel momento:
“Il consumo equilibrato del porro provoca l’urina, facilita le mestruazioni… stimola venere; cotto con le mele pulisce i polmoni, riduce l’asma … cotto sotto la cenere risolve il mal di testa; toglie l’ubriachezza, … migliora la voce e fa feconde le donne”.
Nel XVII sec. Jacques du Four da la Crespèliere, medico, poeta e libertino scrisse addirittura un poema per poter ampiamente descrivere le miracolose virtù di questa pianta erbacea.
I porri secondo la scienza ufficiale contengono buone dosi di potassio, fosforo, vitamine e fibre. In cucina il meglio di loro lo danno a crudi, ma sono squisiti al forno, o aggiunti a zuppe e creme.

Valori nutritivi :

Per ogni 100 grammi di questo alimento abbiamo:

  • Acqua 83 g
  • Fibre 1,8 g
  • Zuccheri 3,9 g
  • Proteine 1,5 g
  • Glucidi 1,8 g
  • Potassio 180 mg
  • Sodio 20 mg
  • Calcio 59 mg
  • Magnesio 28 mg
  • Fosoforo 35 mg
  • Lipidi 0,3 g ( 02 g di acidi grassi polinsaturi)
  • Vitamina A 1667 IU
  • Vitamina C 12 mg
  • Vitamina K 47 mcg
  • Vitamina E 0,9 mg

Ricetta :

Vellutata di porri:vellutata di porri

Per due/ tre persone. Tagliate un paio di porri a rondelle spesse, scartando la parte verde più esterna. Metterle in una pentola capiente con poco più di mezzo litro di acqua, tre patate a cubetti e un pizzico di sale. Quando inizia a bollire conteggiate circa 25 minuti di cottura. Spegnere il fuoco e frullare il tutto con il frullatore a immersione per qualche secondo. Aggiungere alla vellutate un cucchiaio di parmigiano e, se vi piace, della panna o panna vegetale di soia. Servite accompagnando con pepe fresco macinato e crostini di pane.