Chicchi di caffèIl caffè è una bevanda ottenuta macinando semi di alcune specie di piante tropicali del genere Coffea. Sebbene di piante di questo Genere ce siano più di un centinaio le più usate per la preparazione del caffè sono la Coffea Arabica (più comunemente chiamata arabica) e la Coffea Canephora (più comunemente chiamata robusta).

Storia del Caffè

Si pensa che il nome “caffè”, sia derivato dalla parola araba “qahwa” (قهوة), che stava ad indicare una bevanda eccitante estratta da semi e che poteva essere usata anche a scopi medicali; infatti questa pianta cresce spontaneamente in Arabia ad alta quota . Passando poi per le rotte turche la parola si è trasformata in “kahve”, diventata poi “caffè” per restringimento della parola. La storia del caffè potrebbe avere inizio addirittura nella Grecia di Omero anche se non ci sono fonti sicure. Certamente, invece, già alla metà del XV secolo le fonti testimoniano l’uso di questa bevanda nell’odierno Yemen. Fu proprio da qui che partì la diffusione, toccando le Coste del Mar Rosso, La Mecca e Medina fino ad arrivare al Cairo; da qui trovò la sua fortuna presso i popoli arabi, noti viaggiatori, che lo portarono presso Costantinopoli e da qui arrivò all’Impero Turco. In Europa sbarcò attorno al 1600 e fu molto presto fenomeno di costume e abitudine irrinunciabile soprattutto in Italia. Già alla fine del 1600 si moltiplicarono i luoghi in cui veniva consumata questa pregiata bevanda, chiamata da allora e fino ai giorni nostri “caffè”.

La scoperta del caffè è legata a molte leggende in particolare si narra che un pastorello di nome Kaddi mentre pascolava le sue capre, vide che esse, dopo aver mangiato le bacche di una pianta cresciuta spontaneamente, mostravano segni di eccitamento; così non riuscendo a spiegarsi il motivo fece controllare le capre all’abate Yahia che intuì subito la causa di tale eccitamento: erano le proprietà della pianta. Da allora nacque e si diffuse il caffè, una bevanda amara, tonica e ricca di calore che, riscaldando il corpo, lo rinvigoriva e lo liberava dal sonno e dalla stanchezza.

Varietà di Caffè

Le specie tropicali di Coffea le cui bacche sono più diffuse per la preparazione del caffè sono:

Coffea Arabica: di origine Etiopica e del Kenya. Le bacche hanno un contenuto di caffeina minore rispetto alle altre specie. I caffè Arabica sono molto profumati, dolci, rotondi, leggermente acidi e spesso cioccolatosi, con una crema nocciola chiaro tendente al rossiccio e una gradevole punta di amaro;

Coffea Robusta: originaria dell’Africa tropicale (Uganda, Guinea….) è una specie che cresce molto facilmente e in ogni clima, pertanto considerata a ragione la più economica. I caffè Robusta sono spigolosi, astringenti, poco profumati e più amari, con una crema marrone tendente al grigio

Coffea Liberica: originaria della Libera e coltivata nelle Filippine e in Indonesia è la meno diffusa.

Prima di trovarlo tra gli scaffali del supermercato il caffè subisce una serie di lavorazioni:

  1. una volta raccolto il frutto, gli si toglie la polpa, che viene scartata : si ottiene così il caffè pergamino;
  2. si elimina poi la pellicola membranosa attorno ai semi: depellicolazione;
  3. dopodiché vengono puliti per eliminare i residui della lavorazione;
  4. i semi vengono poi sottoposti ad una temperatura di 200°C : è la torrefazione che trasforma il caffè crudo in quello adatto al consumo; questa procedura conferisce al caffè un colore bruno (caffè tostato);
  5. una volta fatti questi passaggi il caffè verrà macinato e potrà essere utilizzato.

Caffè fatto con la MokaPreparazioni

Caffè espresso: preparato con acqua bollente (90°) e 50 gr di polvere di chicchi di caffè tramite macchine apposite che mantengono la giusta temperatura e pressione dell’acqua , è il più diffuso in Italia ed è diventato un vero e proprio cult in tutto il mondo.

Caffè preparato nella moka: il re delle preparazioni casalinghe. La moka è una apposita caffettiera che sfrutta il principio dell’ebollizione dell’acqua infatti essa è contenuta alla base dello strumento; con il calore si riscalda fino ad arrivare ai 100°C e grazie alla pressione del vapore viene spinta verso l’alto : passerà poi attraverso la miscela preparata estraendo la bevanda che poi andremo a gustare.

Caffè preparato nella Napoletana: il principio è simile a quello della Moka, ma il contatto tra acqua e caffè è decisamente più lungo. La bevanda ottenuta ha un gusto più deciso e rotondo. Questo metodo è preferito, come dice il nome, nel sud Italia, dove il caffè è un rito irrinunciabile.

Valori nutritivi

Il caffè è uno stimolante e tonico dei nervi, aiuta la digestione ed ha una benefica azione stimolante sul sistema nervoso centrale.
 L’apporto calorico è modesto: solo 5 Kcal/100 g , quasi esclusivamente apportate da carboidrati. Altre sostanze contenute nei semi sono: saccarosio, destrina, cellulosa, sostanze grasse, proteine vegetali, trigonellina, acido clorogenico, sali minerali, composti azotati, solforati, aldeidi e chetoni (questi ultimi due responsabili dell’aroma).

Una curiosità è che il caffè viene utilizzato per applicazioni locali nel trattamento di formazioni adipose in quanto sarebbe in grado di attivare localmente la lipolisi (è un meccanismo metabolico in cui i grassi vengono scissi : si bruciano i grassi!)