Cipollotto

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Da: Ortaggi, Verdura

cipollottoIl cipollotto è molto utilizzato in diverse parti del mondo ma non è propriamente una varietà di cipolla, ma bensì è una cipolla non ancora maturata del tutto. Manca infatti di un bulbo, ma è leggermente rigonfio alla base. Lo stelo, la parte bianca compresa tra la radice e le foglie, è più carnoso e più lungo di quello dell’erba cipollina. Le lunghe foglie verdi sono strette e cave e possono raggiungere i 150 centimetri di altezza. La parte verde del cipollotto si utilizza come erba aromatica, per dar sapore a numerosi piatti caldi e freddi.

 

Storia del cipollotto :

Il cipollotto è una pianta aromatica originaria della Siberia sud-occidentale ed è coltivato in Cina da oltre 2000 anni. L’Europa, conobbe questa pianta molto più recentemente: fu introdotta, infatti, solamente nel sedicesimo secolo. Il cipollotto era molto apprezzato da greci, romani ed egizi e nel Medioevo era anche utilizzato come moneta di scambio.

Varietà di cipollotto :

Molto famoso è il Cipollotto Nocerino, coltivato in Campania nell’area del bacino del Sarno e riconosciuto prodotto di eccellenza D.O.P. che deve le sue caratteristiche di pregio, soprattutto alle particolari ed eccezionali condizioni geo-pedologiche ove esso viene coltivato: i terreni d’origine vulcanica dell’agro nocerino-sarnese e dell’area stabiese-pompeiana.
Testimonianze certe della presenza della cipolla nell’Agro risalgono ad oltre 2000 anni orsono: nella Pompei antica, difatti, cipolle locali sono raffigurate nei dipinti del Larario del Sarno, la cappella dove erano custoditi i Lari, gli dei protettori della Casa. Anche a Pompei, come in Egitto e in Grecia, la cipolla, per i suoi effetti benefici e curativi, era considerata una identità sacra. Il dipinto sintetizza graficamente la realtà della varietà locale, che già all’epoca, rappresentava un’importante e tipica espressione della ruralità locale. E’ raffigurato il fiume Sarno, mitizzato con sembianze umane, il quale, da nume protettore, osserva e tutela la produzione e il commercio dei cipollotti che, prodotti nella sua fertile Valle del Sarno, vengono trasportate con una barca sulle sue acque fino alla città di Pompei. Testimonianza unica e straordinaria che certifica la vocazionalità storica dell’area a tale coltura. Le cipolle raffigurate sono bianche e piccole, pressoché identiche a quelle riferibili oggi al “Cipollotto Nocerino DOP”.
Altre citazioni storiche riportano che nel Medio Evo le cipolle dell’Agro venivano conferite al mercato insieme con le arance, i limoni e le castagne delle aree limitrofe. La famosa Hippocratica Civitas della Scuola Medica Salernitana, fiorente già alla fine del 1400, nel Regimen Sanitas Salernitanum ne consiglia l’uso.
Alla fine dell’800 e nei primi anni del ‘900 gli ecotipi riferibili al “Cipollotto Nocerino DOP” vengono riportati e descritti nei manuali di Agronomia e nei cataloghi delle più importanti ditte produttrici di sementi. Anche dopo la seconda Guerra Mondiale la coltura del cipollotto bianco ha avuto una rilevante importanza nei sistemi produttivi locali. Con il boom del pomodoro e delle altre specie ortive l’orticoltura meridionale e campana in particolare fu molto apprezzata e richiesta dal mercato internazionale favorendo una dinamica filiera agroalimentare che proprio nell’agro sarnese-nocerino trovò la sua massima espressione.

Valori nutrizionali :

Il Cipollotto è ricco in acqua per questo ha proprietà diuretiche; contiene vitamine e sali minerali indispensabili per far funzionare in modo corretto il nostro organismo e per ultima ma non importante presenta fibra alimentare che è molto utile per favorire la funzionalità intestinale.