Il rabarbaro è una pianta erbacea perenne, rizomatosa, appartenente alla famiglia delle Polygonaceae, comprendente 60 specie diffuse spontanee in Europa e Asia.

Storia del rabarbaro :

Le prime notizie del rabarbaro risalgono fino al 1700 a.C., provenienti da pergamene dell’imperatore, ovviamente cinese, Sheng-nung. L’isolamento millenario della Cina ha portato il rabarbaro ad essere una pianta pressoché sconosciuta al mondo fino a quando, dalla metà del 1200, con Marco Polo, i traffici commerciali con l’oriente iniziarono ad avere una certa continuità.

Ma è solamente nel 1500 che i medici – botanici europei, e italiani, possono osservare e letteralmente toccare con mano piante di rabarbaro. Ad esse vengono attribuite subito tante attività e applicazione: ovviamente come purgante, ma anche come “mondante” per fegato e milza, come “sana tutte le rotture di coloro che cascano dall’alto ne i precipizi”…, contro la sciatica, i mal di testa, malinconia, vertigini, dolori vari e spasmi.

Come si può notare non avevano ben chiare le idee e questo per il fatto che essendo una pianta per loro nuova, non avevano ancora dati “sperimentali” su pazienti, né notizie provenienti dal suo uso nel passato.

Proprietà :

Il rabarbaro è un lassativo in quanto contiene sostanze chiamate antrachinoni che quando arrivano nell’intestino svolgono due azioni : uno accumulano il fluido nel lume intestinale e  due modificano la motilità intestinale irritando le pareti dell’intestino quindi ne consegue un aumento di contrazioni e peristalsi, riduzione del tempo di transito e aumento del volume delle feci.