Storia delle rane

Un tempo le rane rappresentavano un modesto ma significativo apporto in termini di proteine di cui la povera gente aveva bisogno per sconfiggere la fame e per eliminare certe malattie ,come lo scorbuto ,derivanti dall’abituale consumo di polenta.

Usi in cucina

 

Delle rane si consumano principalmente le cosce, saporite e muscolose. La ricetta più classica è quella delle cosce di rana fritte, ricoperte da pastella. Inoltre le rane sono preparate seguendo alcune ricette di cucina di pesce: con aglio, olio, prezzemolo e limone, o alla griglia, con olio e rosmarino. In Toscana, e più specificatamente nella regione di Pisa, la rana è fatta marinare per giorni in aceto, aglio e salvia. Pellegrino Artusi consiglia la zuppa di ranocchi , molto ‘rinfrescante e dolcificante’ nelle malattie di petto e in tutti i casi in cui l’infermo ha bisogno di nutrimento leggero. Nella bassa modenese c’e’ ancora chi segue queste raccomandazioni e nel brodo di rane ci cuoce dei tortellini ‘alternativi’ preparati con la stessa carne bianca dell’animale.

Preparazione

Per fare il brodo si fanno bollire le rane per una mezz’ora con sedano e carota. Nel caso si voglia fare il ripieno dei tortellini si usa la polpa delle cosce insaporita con aglio,prezzemolo,carota e sedano ; si amalgama il tutto con uovo, parmigiano e pangrattato. Per preparare le rane fritte dopo averle pelate , pulite e lavate si passano nella farina e si fanno friggere in olio caldo.

Valori Nutrizionali

La carne di rana e’ tra le piu’ magre esistenti. Vanta lo 0,2 mgr di grassi e poco meno di 5 mgr di colesterolo ogni 100 gr di parte commestibile