La Ribollita è un piatto tipico toscano, una zuppa preparata con cavolo nero, fagioli, nutriente e indicata per scaldarsi nelle giornate di freddo intenso. Per rendere migliore la zuppa è fondamentale che il cavolo nero sia passato da una o più gelate invernali che ne ammorbidiscano le foglie. La cosa migliore è “ribollire” la zuppa nel forno a legna comunque in un tegame con un buon fondo spesso per evitare che si attacchi e si bruci al fondo.

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La ribollita nella storia…

Questo piatto ha radici che partono fin dal medioevo, infatti i feudatari durante i loro banchetti ,quasi sempre a base di carne, si facevano servire gli arrosti direttamente su delle focacce di pane azimo ,mangiando così senza piatti nè posate. Le focacce venivano poi date ai servi per sfamarsi. Questi le facevano bollire in pentoloni di acqua con quello che riuscivano a trovare nella campagna circostante,quindi con verdure ed erbe (carote, sedano, cavolo ecc…) La quantità prodotta era talmente vasta che durava svariati giorni,quindi veniva fatta ribollire nei giorni seguenti acquistando sapore ad ogni ribollitura. Negli anni questa preparazione divenne una vera e propria ricetta. Nella campagna fiorentina le contadine ne cucinavano un gran quantità sopratutto il venerdì, che era il giorno in cui si mangiava di magro quindi la zuppa veniva ribollita nei giorni seguenti. Era diffusa in modo particolare a Pisa,nei territori di Arezzo e Firenze.

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Non esiste una vera e propria lista di ingredienti, veniva messo ciò che si trovava, ma gli ingredienti più essenziali sono: il cavolo nero (che si trova solo nella coltivazione toscana),i fagioli, il pane che deve essere “sciocco” quindi senza sale, il timo per conservare la tradizione della cucina toscana,un pò d’olio d’oliva e per finire una cipolla fresca. Come succede a molte di queste ricette “popolari”, ora anche la ribollita ha abbandonato le cucine contadine e si è diffusa come un vero e proprio simbolo di tutta la cucina toscana.