Il sidro è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione alcolica dei frutti delle mele e talvolta delle pere, i frutti di due piante coltivate delle Rosacee. La sua origine in Francia e in Normandia risale al Medioevo, ma la sua invenzione è antecedente.

Origine della parola sidro :

La parola sidro per indicare il succo di mele fermentato nasce nella lingua d’oil attorno al 1130-1140, ma precedentemente veniva chiamato auppegard, épégard, yébleron, sistr oppure sagarnoa o sagardoa per i marinai del Paese Basco (in basco, letteralmente “vino di mela”). In Grecia il sidro era conosciuto con i nomi semitici di σικερίτης sikerítēs o σίκερα síkera, dall’ebraico שכר šēkār, passato poi al latino sīcera, da cui deriva la parola moderna sidro.

Ricetta :

Ingredienti per una bottiglia da 75 ml di sidro mediamente alcolico (potete dunque diminuire lo zucchero in funzione della quantità di alcol che desiderate ottenere) vi servono:

  • 2 kg di mele biologiche
  • 13 gr di lievito secco di birra (l’equivalente di 1/2 panetto) oppure del lievito per vino bianco
  • una punta (1 gr) di acido ascorbico (lo trovate in erboristeria) o il succo di 1 limone (per correggere l’acidità e non fare annerire la frutta)
  • 150 ml di acqua
  • 230 gr di zucchero di canna
  • bottiglione da 5 l munito di tappo gorgogliatore (per far uscire l’anidride carbonica senza far entrare l’aria)

Sidro di mele ricetta casalinga: eccovi la preparazione

  • Per prima cosa bisogna lavare bene le mele ma non togliete la buccia, perché contiene i lieviti. Tagliatele a spicchi ed eliminate il torsolo, meglio farle riposare per almeno 6 ore. Poi frullatele fino a che non avranno una consistenza di purea e filtrate attraverso un colino a maglie fini, anche un telo di cotone andrà benissimo. Potete conservare fino a 2 settimane questa polpa in frigo ad almeno 5°. Ottenuta la purea aggiungete una punta di coltello di acido ascorbico o il succo di limone e mescolate tempestivamente prima che la frutta scurisca.
  • Ora passate al lievito. In una bottiglia richiudibile con tappo di sughero, sciogliete il lievito nell’acqua tiepida (a 28-30°) o in alternativa alla stessa quantità di  succo di mela, e aggiungete 30 gr di zucchero.  Agitate per bene per 20 minuti e attendete un’ora.  Lo starter deve fermentare e il liquido sarà aumentato di volume; ci devono essere delle bolle, segno che il lievito si è attivato. Potete aprirlo e chiuderlo parzialmente e far continuare la lievitazione anche fino a 5 ore.
  • Ora fate cuocere la purea di mele per pastorizzarla. Non deve bollire ma arrivare a circa 85° e cuocere per 45 minuti e poi aggiungete lo zucchero rimanente mescolando perché si sciolga. Versate con un imbuto il vostro mosto in un bottiglione che deve essere già sterilizzato (va bene usare della candeggina), che chiuderete con l’apposito tappo colmatore. E la fermentazione avrà inizio!
  • Il composto dovrà riposare per 2 settimane nel bottiglione in un luogo piuttosto caldo (intorno ai 20-25°) altrimenti la fermentazione si bloccherà. Occorre agitarlo una volta al giorno per rimescolare la purea ed evitare depositi.
  • Se volete fare le cose per bene, occorre seguire la fermentazione. Bisogna continuare a sorvegliare la bevanda con il densimetro per controllare il grado di densità dello zucchero raggiunto e stoppare così la fermentazione. Aiutatevi con questa tabella.
Tipo di sidro densità
Molto spumoso e dolce 1,020
Abbastanza spumoso e dolce 1,018
Frizzante e semisecco 1,012
Poco frizzante e secco 1,005

 

  • Per fermare la fermentazione potete semplicemente metter la bottiglia al freddo, questo la bloccherà, o usare delle tavolette di compend. Procedete con la fase finale dell’imbottigliamento filtrando il sidro della feccia che si è depositata nel fondo e, qualora lo desideriate, aggiungendo 2 cucchiaini di zucchero per renderlo più dolce e frizzante. Se il sidro dovesse risultare più torbido del previsto, è possibile filtrarlo una seconda o terza volta. Ci vogliono almeno 3 mesi di maturazione per rendere il sidro alcolico al punto giusto, ma tenete conto che il liquido si schiarisce naturalmente nel tempo.
  • L’imbottigliamento è bene farlo in bottiglie con vetro spesso per sidro, perché tende ancora a rifermentare leggermente in bottiglia, o bottiglie da chiudere con tappo a fungo e gabbietta metallica per il sidro più frizzante; per un sidro ‘tranquillo’ dunque a bassa densità zuccherina, qualsiasi bottiglia va bene. Più matura più è buono!
  • Inoltre, è meglio imbottigliare con il bel tempo (pressione atmosferica alta) per evitare che un eccesso di umidità vada ad alterare il sidro in fase di travaso. Va evitato, come durante il travaso, il contatto con l’aria (il sistema migliore è quello di utilizzare una canna di gomma da introdurre fino in fondo alla bottiglia.