torroneIl termine torrone deriverebbe quindi dallo spagnolo turron, di derivazione araba, che vorrebbe dire abbrustolito (dal verbo turrar, arrostire). E’, di fatto, un dolce tipico di Cremona (ma ci sono anche le buonissime varietà siciliane e sarde), composto da un impasto di albume d’uovo, miele e zucchero, farcito con mandorle noci arachidi o nocciole, spesso ricoperto da due ostie.

Storia del Torrone :

Dolce tipico natalizio di molte regioni d’Italia, storicamente presente pure in paesi come Spagna e Francia (grazie all’influenza araba che presentava un dolce simile anche se con un nome diverso e più somigliante ad un croccante).  Sembra che il termine provenga dal latino “torreo” (abbrustolire) o “torrere” (tostare) con riferimento alla tostature delle mandorle e delle nocciole. Diverse le teorie circa la sua origine. Si ritiene che possa derivare da una preparazione di miele, albume e mandorle presente nell’antica Roma come dimostrerebbero alcuni scritti dello storico Tito Livio. Il termine “torrone” sembra derivi dal latino torreo, verbo che significa “abbrustolire”, con riferimento alla tostatura delle nocciole e delle mandorle.  Un’ipotesi successiva collegherebbe la ricetta agli arabi che l’avrebbero diffusa nel Sud Italia e nel Mediterraneo, come indicherebbe il “Turun” riportato nel De medicinis et cibis semplicibus trattato dell’XI secolo. Una leggenda cremonese identificherebbe il primo torrone tradizionale nel dolce speciale di mandorle e miele a forma di torre preparato dai cuochi di corte per le nozze tra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza. La parola torrone compare per la prima volta nei testi italiani di cucina del ‘500, come ad esempio nell’opera del Messisbugo. Ancora ad inizio ‘900 la barretta era preparata dai fornai al termine della lavorazione del pane. Oggi le diverse varianti regionali della ricetta possono essere a base di pasta più o meno morbida, arricchita con frutta secca, fichi, erbe, spezie, scorze di agrumi o cioccolato.